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L’ultimo anno per la Reumatologia, come per altri settori della Medicina, è stato particolare, dominato dalle vicende collegate alla pandemia COVID19. Nonostante ciò, alcune attività sono state mantenute al meglio, per cui si può tranquillamente affermare che non sono mancate le nuove acquisizioni terapeutiche, anche se sono state spesso marginalizzate dagli avvenimenti legati al COVID-19. Ovviamente, per nuove acquisizioni si intendono non solo le nuove terapie, ma anche la rivisitazione più attuale di quelle classiche e delle modalità di approccio al paziente.

Quest’ultimo argomento rappresenterà probabilmente un focus sempre di più considerato, visto che pur essendoci molte nuove opzioni terapeutiche, la compliance e l’aderenza dei pazienti non sembrano migliorare significativamente.

Come al solito, anche quest’anno Year in Therapy rappresenterà un momento di confronto e di discussione sui principali tempi inerenti la terapia, anche con la presenza delle autorità istituzionali. Oltre alla presentazione dei vari PDTA in corso di definizione finale (osteoporosi, artrite reumatoide, spondiloartriti e vasculiti), saranno trattati alcuni nuovi aspetti, stimolati dalla pandemia COVID, fra cui anche la Telemedicina, di cui sarà presentato un modello sperimentale veneto.

 

Leonardo Punzi
Presidente del Congresso

 

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